Crisi di Coppia Dopo la Nascita di un Figlio

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coppia in crisi con figlio

Crisi coniugale dopo la nascita di un figlio: cause e suggerimenti per un fenomeno molto comune

Cosa succede al rapporto di coppia dopo la nascita di un figlio? Quanto questo avvenimento è un grado di stravolgere una relazione tra partner e perchè? Scopriamolo insieme in questo articolo: capiamone cause, ma soprattutto come affrontare la crisi di coppia dopo l’arrivo di un bambino.

La crisi di coppia dopo la nascita di un figlio è un avvenimento abbastanza comune poichè nonostante si tratti di un evento straordinario, l’arrivo di un bambino necessita una riorganizzazione di coppia e di vita di ognuno: non soltanto in termini di ordinaria quotidianità, ma anche e soprattutto nella ridefinizione di sè e del proprio ruolo – diventando genitori – e nel vedere aggiungere un nuovo elemento ai membri della coppia/famiglia.

Questi cambiamenti inevitabili possono procurare una serie di problematiche che a lungo andare rischiano di trasformarsi in una vera e propria crisi di coppia. Presso il mio studio di psicologia a Bari mi capita spesso di incontrare coppie che manifestano il desiderio di una separazione dopo la nascita del figlio, oppure che sono incorse in un tradimento e persino arrivate a odiare il partner dopo l’arrivo del bambino.

Per questo motivo in questo articolo sulle crisi coniugali iniziate con la nascita di un bambino, voglio affrontare cause e conseguenze di questo avvenimento e scoprire assieme quali possono essere le possibili risoluzioni. Buona lettura.

Cosa succede quando si diventa genitori?

Diventare genitori è un passo importante del ciclo di vita di un individuo. Nonostante l’aspettativa sociale precluda che una coppia raggiunga lo status genitoriale ad un certo punto del ciclo di vita della coppia, la condizione genitoriale non è necessaria e sufficiente per definire una relazione d’amore adeguata. Quando si progetta una gravidanza, però, il sistema coppia cambia inevitabilmente e si riadatta e risintonizza verso un nuovo modo di percepirsi. Durante le consulenze spesso affermo che

la coppia che sta aspettando un figlio o che ha appena avuto un bambino diventa una triade perché “uno più uno fa tre”.

Si tratta di una situazione molto particolare che porta i membri della diade a doversi riorganizzare in vista di un cambiamento radicale del proprio equilibrio di coppia.

Il primo mito da sfatare riguardo la genitorialità è il percorso che ogni persona attua per poter dire di essere pronto a fare il genitore. Tutti, dalla nascita, sono già pronti a fare i genitori, perché è nel corredo genetico dell’essere umano la spinta naturale a portare avanti la propria specie. Il problema sorge però nel momento in cui si parla dell’essere umano e quindi di un essere vivente che, a differenza delle altre specie, possiede una capacità espressiva, emotiva, comunicativa complessa e quindi non può fermarsi soltanto ad una mera riproduzione biologica.

Quando si decide di mettere al mondo un figlio subentrano quindi una serie di pensieri, aspetti, emozioni, vissuti difficili da gestire e che rendono la fase di ciclo di vita complessa e impegnativa per entrambi i membri. Il sistema coppia è portato a ridefinirsi e a riscrivere il proprio ruolo non più soltanto come membro di una coppia e figlio dei propri genitori, ma anche come genitore a sua volta. In questa fase di ciclo di vita dell’individuo è presente un altro cambiamento gerarchico poiché il passo fondamentale per una buona riuscita della triade non è più la ricerca di soddisfazione reciproca tra i due coniugi ma diventa l’impegno per un buon compimento dell’attività genitoriale. Questo cambiamento è importante e impegnativo perché porta inevitabilmente la coppia a concentrare le proprie energie verso un “terzo membro” completamente impotente e dipendente e quindi che necessita una cura costante e totalizzante da parte dei genitori.

Il cambiamento descritto non è semplice da gestire e può comportare una manifestazione di difficoltà individuali e di coppia che porta ad una vera e propria crisi coniugale dopo la nascita del figlio. Vediamo insieme quali possono essere i motivi.

bambino che versa l'acqua figlio di coppia in crisi dopo la nascita di un figlio

Fattori che possono incrementare la crisi di coppia dopo l’arrivo di un figlio

I fattori che possono comportare una crisi di coppia successiva alla nascita di un figlio sono tanti e differiscono da persona a persona in base al proprio bagaglio emotivo, affettivo, relazionale ed individuale. In questo paragrafo ne elenco alcuni dei più importanti:

  • La coppia è in crisi prima della nascita del figlio. Spesso i coniugi vivono un momento di crisi relazionale che può essere causata da diversi aspetti individuali e/o di coppia: ad esempio – come ho affrontato in altri articoli – potrebbe manifestarsi un senso di inadeguatezza nella coppia, oppure un calo di desiderio sessuale, o addirittura un tradimento da parte di uno o ambo i partner.
    Nonostante ciò la coppia può decidere di progettare la nascita di un figlio con il fine di “riabilitare” la qualità della relazione d’amore. La nascita del figlio funge quindi da soluzione, nel loro immaginario, ai problemi relazionali sperimentati fino a quel momento. In realtà, nella maggior parte dei casi proprio perché la nascita di un figlio comporta una riorganizzazione della coppia, dei loro ruoli e del sistema di appartenenza, rischia di aggravare la crisi che già era presente perché diventa un ulteriore impegno vissuto però con il coniuge con cui non si ha un equilibrio stabile e saldo e di conseguenza una complicità e comprensione che possano agevolare il cambiamento naturale del processo genitoriale.
  • Problemi di svincolo dalla famiglia di origine. Quando si decide di diventare genitori l’aspetto più importante da tenere a mente è la fase del ciclo di vita dell’individuo che costituisce la coppia. Nel momento in cui si decide di mettere al mondo il proprio figlio, la persona che costituisce la coppia dovrebbe aver effettuato un movimento chiamato svincolo dalla sua famiglia di origine.
    Questo aspetto riguarda la capacità che ha l’individuo di definirsi non più solo figlio ma anche persona capace di prendersi da solo cura di sé, capace di creare una sua relazione soddisfacente che gli permetta di confermare la propria identità e capace quindi di diventare genitore. La mancanza di svincolo riguarda molto probabilmente gli aspetti irrisolti che la persona ha vissuto e vive nel ruolo di figlio e che porta con sé nella relazione attuale con il partner. Se mentalmente la persona è ferma alla sofferenza, ai vissuti negativi e dolori avuti durante l’infanzia e la prima età adulta con i propri genitori, probabilmente avvertirà difficoltà nel riuscire a definirsi e comportarsi come un individuo autonomo e adeguato come genitore, perché mentalmente ed affettivamente sarà ancora fermo ad una definizione di sé come figlio e non come possibile genitore.
  • Gravidanza non prevista. Anche in questo caso può succedere che, nonostante ci sia una buona soddisfazione reciproca tra i partner della coppia, la gravidanza non prevista possa comportare problemi di natura sociale e relazionale che possono dipendere da difficoltà economiche (per non aver avuto la possibilità di prepararsi concretamente all’arrivo di un figlio), difficoltà di gestione della prole (che possono vertere su difficoltà nella gestione quotidiana da parte di entrambi a causa di lavori precari, di difficoltà di gestione del tempo, di difficoltà di sacrificio rispetto ai propri bisogni individuali). Banalmente, in questo caso la coppia è priva di una preparazione psicologica e organizzativa necessaria al sistema per accogliere il figlio.

Terapia di coppia

La terapia efficace in casi di crisi di coppia e/o coniugali è il sostegno psicologico di coppia. La terapia di coppia ha lo scopo di ripristinare una comunicazione efficace tra i due protagonisti che possa loro aiutare a comprendere meglio le ragioni dell’altro e sentirsi emotivamente, fisicamente, cognitivamente sintonizzati, ristrutturando un equilibrio destabilizzato dall’arrivo del bambino.

La consulenza prende avvio con l’invito di entrambi i partner in stanza di terapia. I due espongono i problemi che li hanno portati a richiedere la consulenza. Il mio interesse iniziale verte sulla conoscenza individuale e relazionale dei membri della coppia attraverso domande riguardo la vita personale di entrambi, le famiglie di origine, la creazione della coppia attuale e il clima attuale che vivono i due protagonisti.

L’approfondimento sulle aree che costituiscono la coppia descritte nell’articolo sulla crisi matrimoniale e di coppia è utile per comprendere come mai l’arrivo di un figlio possa aver destabilizzato la coppia al punto da innescare una crisi. Al termine della conoscenza si cercheranno di chiarire le problematiche espresse da entrambi per dare un senso ed una chiave di lettura limpida e coerente con le motivazioni di entrambi. Con l’aiuto di prescrizioni (esercizi da svolgere in stanza di terapia e/o a casa) consegnate alla coppia, si cercherà insieme di raggiungere l’obiettivo prefissato associato anche ad una maggiore comunicazione efficace da parte di entrambi mediata dalla mia presenza.

Non escludo la possibilità di trasformare la terapia di coppia in una, o due, terapie individuali nel momento in cui dovesse emergere una problematica individuale che mina, di conseguenza, il rapporto di coppia.

L’obiettivo sarà stimolare la comunicazione e la motivazione che ha condizionato i comportamenti, le emozioni, i sentimenti disfunzionali di entrambi al fine di incrementare una efficace e funzionale comunicazione emotiva, verbale, affettiva, fisica di entrambi.

 


Crisi di coppia dovuta alla nascita di un figlio?

Temi che qualcosa si sia incrinato con il tuo partner dopo l’arrivo di tuo figlio? Parliamone!

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In un periodo difficile come questo e a causa del COVID-19 o Coronavirus è bene prendersi cura della propria mente tanto quanto del proprio corpo. Consulta la pagina sostegno psicologico online per maggiori informazioni o contattami.

 

 

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    Sono Psicologa a Bari e specializzanda in Terapia Sistemico Relazionale. Mi occupo prevalentemente di supporto psicologico individuale, di coppia, familiare e di sostegno ad adolescenti e a persone con malattie croniche e autoimmuni come il Diabete di tipo1. Sono registrata all'Ordine degli Psicologi della Puglia N. 5860 .

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