Malattie autoimmuni e cause psicologiche

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Malattie autoimmuni: cosa sono e quali le caratteristiche

Le malattie autoimmuni – o patologie autoimmuni – sono ancora oggi un enigma per la ricerca scientifica, poiché si conoscono per certo i sintomi e lo sviluppo individuale di ognuna, ma si è ancora all’oscuro delle potenziali cause. Quello che ad oggi si può confermare è la forte influenza della mente in relazione ad esse e al loro sviluppo, soprattutto se si parla della esperienza soggettiva vissuta dal singolo individuo. All’interno di questo articolo andremo proprio ad affrontare la relazione tra malattie autoimmuni e cause psicologiche.

Ma quali sono le malattie autoimmuni?

L’elenco delle malattie autoimmuni attualmente conosciute è ampio e diversificato. Le più diffuse tra queste patologie autoimmuni sono:

  • Diabete di tipo 1,
  • Artrite reumatoide,
  • Sclerosi multipla,
  • Fibromialgia,
  • Celiachia,
  • Vitiligine,
  • Psoriasi,
  • Tiroidite cronica autoimmune,
  • Gastrite cronica autoimmune
  • Lupus eritematoso sistemico e altre più rare.

Il meccanismo che si manifesta per lo sviluppo della malattia autoimmune è caratterizzato da un attacco dell’organismo contro se stesso. Nello specifico, è come se l’organismo attaccasse ciò che è proprio e quindi non pericoloso riconoscendolo come estraneo al proprio corpo. In questo modo il corpo, sentendosi minacciato dai suoi stessi antigeni, attacca e distrugge ciò che serve per il benessere dell’organismo e provoca involontariamente la patologia. La condizione di malattia autoimmune è definita anche cronica perché ad oggi non ci sono cure che risolvono in modo definitivo la patologia e la sua sintomaticità.

Per questi motivi le malattie autoimmuni sono anche chiamate malattie psicosomatiche, poiché è riconosciuta la relazione tra aspetti psicologici e successivamente, o in concomitanza, aspetti organici. Iniziamo il nostro percorso tra malattie autoimmuni e cause psicologiche.

ragazzi con vitiligine malattie autoimmuni

Possibili cause delle malattie autoimmuni

Una delle cause legate alle manifestazione di malattie autoimmuni è la genetica. Spesso si sottolinea l’importanza della forte influenza di caratteristiche genetiche tramandante di generazione in generazione che possono comportare lo sviluppo della malattia. Oltre a questo, molti medici e specialisti affermano che esiste una relazione tra lo stress e lo sviluppo di specifiche condizioni psicofisiche. Basti pensare che è risaputo come ansia e stress acuto possano comportare problemi intestinali e dolori addominali.

Fino a qualche anno fa non si sono trovati legami tra aspetti psichici dovuti a stress e malattie autoimmuni. Nel 2018 però sono stati pubblicati i risultati di uno studio durato 30 anni condotto da Huan Song dell’Università dell’Islanda su un campione di 106 464 pazienti affetti da disordini mentali, disturbi post-traumatici da stress e fasi acute di stress. In questa ricerca è emerso che 100 mila pazienti sul totale del campione aveva un rischio del 30/40% più alto di incorrere in una malattie autoimmune.

Una delle possibili cause alla base dell’esordio di patologie autoimmuni, oltre ai fattori genetici, è l’incapacità e/o la difficoltà dell’individuo a verbalizzare (ed esprimere) le proprie emozioni. Soprattutto se si tratta di emozioni prorompenti, l’individuo può avere difficoltà a riconoscerle, verbalizzarle e quindi dare loro un nome, tirarle fuori e quindi esprimerle.

Per questo motivo le patologie autoimmuni vengono definite attraverso l’utilizzo del termine difesa, poiché il meccanismo che si crea prima della manifestazione è il seguente: quando un organismo ha difficoltà a gestire, convivere, verbalizzare le proprie emozioni, soprattutto se si tratta di emozioni predominanti, la psiche percepisce il pericolo, la minaccia e di conseguenza si difende.

Di recente ho scritto un articolo dal nome “Vitiligine: cause psicosomatiche e psicologiche” in cui entro nel merito di una patologia autoimmune specifica quale la vitiligine. Puoi consultarlo cliccando sul link in evidenza.

La difesa non è altro che l’impossibilità di esprimere, e quindi di rendere concrete e “visibili”, le emozioni che si stanno provando, poiché la loro espressione, dal punto di vista organico e psicologico, sarebbe troppo forte da poter gestire. Lo stress prodotto da questa impossibilità di espressione delle emozioni è troppo forte rispetto alla soglia di stress gestibile dall’organismo. Di conseguenza il corpo (e la mente) si infiammano per rispondere alla mole di stress percepito. Se questa infiammazione non riceve una cura adeguata, attraverso un riconoscimento ed una espressione funzionale dei sentimenti, delle emozioni, delle difficoltà che si stanno percependo, ma viene trattenuta e quindi non esternata dalla mente e dal corpo, il corpo potrebbe percepirla come nociva e iniziare ad attaccarla, attaccando se stesso e quindi sviluppando una sintomatologia autoimmune.

albero con sostegno malattie autoimmuni

Relazione tra patologie autoimmuni e psiche

Risulta quindi, impossibile approcciarsi ad una condizione autoimmune senza avere una attenzione globale che includa aspetti organici e psicologici del singolo individuo. Il sostegno psicologico per pazienti affetti da malattie autoimmuni è fondamentale quanto quello medico, poiché la gestione delle patologie autoimmuni è inevitabilmente condizionata da aspetti psicologici e di umore della persona che convive con la determinata condizione. Ancora oggi, ad esempio, molti studi hanno dimostrato una forte correlazione tra stati percepiti di ansia e iperglicemia diabetica (quantità eccessiva di zucchero nel sangue). Questa correlazione è definita bidirezionale, poiché ancora oggi non è chiaro quali possano essere la causa e l’effetto di questa dinamica.

Attraverso un’attenzione globale nei confronti della persona, mirata sia all’ottimizzazione della cura da un punto di vista farmacologico e organico, sia alla cura da un punto di vista psicologico e quindi di espressione e verbalizzazione delle emozioni e del proprio stato d’animo, è possibile migliorare la qualità di vita e la gestione della condizione clinica della persona nel quotidiano. La convivenza così complessa e particolare con una patologia cronica non può ridursi ad una presa in carico soltanto organica poiché gli aspetti psicologici sono altrettanto fondamentali ed è inevitabile una presa in carico globale dell’individuo per migliorare la sua qualità di vita.

“È più importante sapere che tipo di persona abbia una malattia, che sapere che tipo di malattia abbia una persona.” Ippocrate


Sei un paziente con malattia autoimmune o cronica?

Se sei in cerca di una psicologa capace di affrontare le conseguenze psicologiche di queste malattienon esitare a contattarmi compilando il modulo qui sotto. Troveremo insieme una soluzione.

 

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psicologafraccascia
Psicologa a Bari specializzata in Psicologia Clinica e attualmente in formazione come Psicoterapeuta Sistemico Relazionale. Sono iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Puglia, Bari con il numero 5860. Il mio interesse per la psicologia si rivolge principalmente verso lo studio dei sistemi familiari e relazionali attraverso terapie individuali, di coppia e familiari, il sostegno di pazienti con patologie organiche, precisamente con diagnosi di diabete di tipo 1 e il supporto emotivo e comportamentale di minori con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico.

2 Comments

  1. Avatar Nina ha detto:

    Gentile Dott.ssa Fraccascia,

    Mi chiamo Nina e sono affetta da artrite reumatoide. Vorrei tentare un nuovo approccio per risolvere o quanto meno arginare i miei sintomi, che ho notato si presentano successivamente a periodi di stress, puntuali come un orologio. Mi chiedevo se lei offre sedute anche via Skype/video call e quali sono i costi del suo servizio. Purtroppo abito all’estero e sono impossibilitata a recarmi a Bari. Grazie mille!
    Nina

    • Buonasera Nina,
      grazie per avermi contattata. Si, seguo già alcuni pazienti via Skype.
      Domani mattina le scrivo una mail con tutte le informazioni necessarie.

      La ringrazio e le auguro una buona serata.

      A presto.

      Dott.ssa Greta Fraccascia

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